Weblog di Luca Raciti

Un pò di geeking…

Lock o Unlock user oracle

Pubblicato da lucaraciti su 19 Giugno, 2009

# Avvio SQL*Plus:
$ sqlplus /NOLOG

# Connettiti come SYSDBA:
SQL> CONNECT / AS SYSDBA

Unlock ad un utente
ALTER USER username ACCOUNT UNLOCK;

Lock ad un utente
ALTER USER username ACCOUNT LOCK;

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Recovery della password di Root

Pubblicato da lucaraciti su 31 Ottobre, 2008

L’utente root non andrebbe mai utilizzato e la sua password di root è da considerarsi sacra.

In alcuni casi capita ahimé di perderla e non riuscire ad entrare più nel sistema.

Per forzare la password di root in realtà non ci vuole moltissimo, basta far partire in sistema in init 1 (single user) o con un disco di ripristino. Le ipotesi a questo riguardo più efficaci sono 2:

1) inserire il cdrom della distribuzione ed andare in modalità linux rescue, quindi una volta avviato il server, editare il /etc/passwd

root:xAss45Fms:0:0:root:/root:/bin/bash

così

root::0:0:root:/root:/bin/bash

azzerando la password di root sostanzialmente

2) alla schemata di grub, selezionare il sistema operativo (da me ad esempio è il primo)

Red Hat Enterprise Linux ES (2.6.9-55.ELsmp)

Red Hat Enterprise Linux ES-up (2.6.9-55.EL)

e premere “e”, quindi appariranno 3 righe come sotto:

root (hd0,0)
kernel /vmlinuz-2.6.9-55.ELsmp ro root=LABEL=/ rhgb quiet
initrd /initrd-2.6.9-55.ELsmp.img

selezionate la riga

kernel /vmlinuz-2.6.9-55.ELsmp ro root=LABEL=/ rhgb quiet

e premere nuovamente “e”. Entrate in modalità editor.

aggiungere alla riga un “1″ da me diventa così

kernel /vmlinuz-2.6.9-55.ELsmp ro root=LABEL=/ rhgb quiet 1

premere invio e quindi “b”.

Il sistema partirà in “single user mode” cioè ci troveremo direttamente al prompt di root senza digitare password.

A questo punto digitare passwd e modificare la password di root.

Compatibilità

Lo script è compatibile con Linux in genere.

Risorse

http://www.go2linux.org/fedora-centos-root-password-recovery

http://openskill.info/infobox.php?ID=556

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Selinux (Ovvero: come procedere alla disabilitazione)

Pubblicato da lucaraciti su 25 Ottobre, 2008

Selinux introduce il Mandatory access control (M.A.C.) in Linux. Con il Mac il sysadmin potrebbe impostare delle regole che permettono di limitare l’accesso ai processi vitali del server.

Al momento è molto utile disabilitarlo:

intanto con

grep SELINUX /etc/selinux/config

possiamo capire se il selinux è attivo.

Quindi per una disabilitazione automatica “a caldo” al prompt digitare

setenforce 0

Per disabilitare dopo il reboot, edita the file /etc/selinux/conf: settando il SELINUX=disabled

Salva e riavvia.
Per eliminare qualunque interferenza di questo utilissimo strumento, è possibile andare nel file /etc/grub/grub.conf ed aggiungere nella stessa linea del kernel selinux=0, quindi:

title Fedora (2.6.25-14.fc9.x86_64)
root (hd0,0)
kernel /vmlinuz-2.6.25-14.fc9.x86_64 ro root=UUID=54253e0a-961f-4599-bb1e-e668d07bd795 rhgb quiet selinux=0
initrd /initrd-2.6.25-14.fc9.x86_64.img

Compatibilità

Lo script è compatibile con Linux in genere e Red Hat Linux Fedora 9 in particolare.

Risorse

da console: manselinux

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Grub

Pubblicato da lucaraciti su 21 Ottobre, 2008

Grub, il boot loader standard di molte distribuzioni Linux permette abbastanza agevolmente di avviare dalla stessa postazione più sistemi operativi, anche Microsoft Windows Xp o 2003 SERVER per esempio.

Installazione.

Io generalmente preferisco installare linux in un disco diverso da quello di Windows ed il grub lo metto sempre nel master boot record della mia partizione d’avvio anziché nell’mbr del disco. Questo permette ai sistemi operativi di essere indipendenti e di essere al riparo da sovrascrittura accidentali del mbr.

Sintassi.

Il file di configurazione è /boot/grub/grub.conf

# grub.conf generated by anaconda
#
# Note that you do not have to rerun grub after making changes to this file
# NOTICE: You have a /boot partition. This means that
# all kernel and initrd paths are relative to /boot/, eg.
# root (hd0,0)
# kernel /vmlinuz-version ro root=/dev/sdb6
# initrd /initrd-version.img
#boot=/dev/sdb1
default=1
timeout=5
splashimage=(hd0,0)/grub/splash.xpm.gz
hiddenmenu
title Fedora (2.6.25-14.fc9.x86_64)
root (hd0,0)
kernel /vmlinuz-2.6.25-14.fc9.x86_64 ro root=UUID=54253e0a-961f-4599-bb1e-e668d07bd795 rhgb quiet
initrd /initrd-2.6.25-14.fc9.x86_64.img
title Windows XP
rootnoverify (hd1,0)
chainloader +1

In questo caso ho Windows XP sul secondo disco, rispetto a Fedora che sta sul primo. Da notare che grub legge i dischi partendo dal disco “0″ (zero), e mantiene lo stesso ordine del bios. Nel mio caso per esempio il disco /dev/sdb per grub era lo “0″ mentre il /dev/sda era “1″. Analogo discorso per le partizioni: che partono da “0″. Quindi con (hd1,0) sto indicando la prima partizione del secondo disco. In una situazione come questa Windows stenta a partire e selezionando al menu di Grub vedrete solo

title Windows XP
rootnoverify (hd1,0)
chainloader +1

e quindi vi rimarrà lì.

Il problema è legato al fatto che l’HD con Windows Xp è il secondo e non ho messo il grub nel mbr dello stesso disco di windows.
Inoltre Xp non parte se non è installato sul primo disco per cui utilizzare la funzione map che permette di simulare una mappatura come primo disco.

Questa parte di grub.conf

title Windows XP
rootnoverify (hd1,0)
chainloader +1

la sostituisco con:

title Windows XP
rootnoverify (hd1,0)
makeactive
map (hd0) (hd1)
map (hd1) (hd0)
chainloader +1
boot

makeactive e boot sono solo un vezzo, in realtà è necessario mettere per bene la funzione map.

Per completezza aggiungo il mio fdisk -l

Disk /dev/sda: 200.0 GB, 200049647616 bytes
255 heads, 63 sectors/track, 24321 cylinders
Units = cylinders of 16065 * 512 = 8225280 bytes
Disk identifier: 0xd9553cd3

Device Boot Start End Blocks Id System
/dev/sda1 * 1 24321 195358401 42 SFS

Disk /dev/sdb: 80.0 GB, 80026361856 bytes
255 heads, 63 sectors/track, 9729 cylinders
Units = cylinders of 16065 * 512 = 8225280 bytes
Disk identifier: 0xcb986ae8

Device Boot Start End Blocks Id System
/dev/sdb1 * 1 25 200781 83 Linux
/dev/sdb2 26 286 2096482+ 82 Linux swap / Solaris
/dev/sdb3 287 547 2096482+ 83 Linux
/dev/sdb4 548 9729 73754415 5 Extended
/dev/sdb5 548 808 2096451 83 Linux
/dev/sdb6 809 2083 10241406 83 Linux

Risorse on-line.

Tread di riferimento su fedoraonline.it

Guida a Grub (da openskills)

Cambiare l’immagine di Grub (da fedoraonline.it)

Compatibilità

Lo script è compatibile con Linux in genere e Red Hat Linux Fedora in particolare.

Risorse

da console: man grub

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ORA-00018: maximum number of sessions exceeded

Pubblicato da lucaraciti su 10 Ottobre, 2008

Questo è un odioso errore data dal raggiungimento del massimo numero di sessioni.

Su una istanza oracle di medie dimensioni va settato un valore almeno di 300 sessioni. Da 512 se l’istanza è più grande.

Ecco alcuni step.

Collegarsi come sysdba, e quindi visualizzare il parametro session:

SQL> show parameter session;

NAME                                 TYPE        VALUE
———————————— ———– ——————————
java_max_sessionspace_size           integer     0
java_soft_sessionspace_limit         integer     0
license_max_sessions                 integer     0
license_sessions_warning             integer     0
logmnr_max_persistent_sessions       integer     1
mts_sessions                         integer     165
session_cached_cursors               integer     0
session_max_open_files               integer     10
sessions                             integer     170
shared_server_sessions               integer     165

Quindi alterare il parametro come segue:

SQL> alter system set sessions=300 scope=spfile;

System altered.

A questo punto è sufficiente riavviare l’istanza.

Compatibilità

Oracle 9 e 10

Risorse on-line

http://www.orafaq.com/maillist/oracle-l/2003/03/04/0165.htm


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Ricompilazione Oracle !

Pubblicato da lucaraciti su 2 Luglio, 2008

Sintesi per la ricompilazione di un intero database o di uno schema Oracle 9 e successivi

Ricompilazione sequenziale di tutti gli oggetti di un db:

EXECUTE UTL_RECOMP.RECOMP_SERIAL();

Ricompilazione sequenziale di tutti gli oggetti di uno schema utente (esempio con SCOTT):

EXECUTE UTL_RECOMP.RECOMP_SERIAL('SCOTT');

Ricompilazione sequenziale di tutti gli oggetti di un db usando i “PARALLEL THREAD” (esempio con 4 se quad core):

EXECUTE UTL_RECOMP.RECOMP_PARALLEL(4);

Compatibilità

Oracle  9 e 10

Risorse on-line

http://download-west.oracle.com/docs/cd/B14117_01/appdev.101/b10802/u_recomp.htm#1000010
http://www.oracle-base.com/articles/misc/RecompilingInvalidSchemaObjects.php

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ORA-00439: feature not enabled: Managed Standby

Pubblicato da lucaraciti su 5 Giugno, 2008

Durante la creazione di una istanza di oracle 8 e 9 standard edition con gli archivelog attivi il dbca restituisce ORA-00439: feature not enabled: Managed Standby , dando successivamente una serie di errori.

Il problema è dato appunto dalla attivazione degli archivelog in contemporanea con l’installazione della istanza.

Il workaround più immediato è quello di attivare gli archive log dopola creazione della istanza.

Creazione ed attivazione archivelog Oracle

SQL> ALTER SYSTEM SET LOG_ARCHIVE_DEST=‘dir_arch_log’ SCOPE=both;
SQL> ALTER SYSTEM SET LOG_ARCHIVE_FORMAT=arch%s.arc SCOPE=both;
SQL> ALTER SYSTEM ARCHIVE LOG START
SQL> SHUTDOWN IMMEDIATE
SQL> STARTUP MOUNT
SQL> ALTER DATABASE ARCHIVELOG
SQL> ALTER DATABASE OPEN

Compatibilità

Oracle 8 e 9

Risorse on-line

http://www.dbasupport.com/forums/archive/index.php/t-21145.html

http://www.kosmous.com/risorse/articolo.php?id=21

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Spedire email via batch file

Pubblicato da lucaraciti su 26 Maggio, 2008

Modificando lo script batch abbiamo la comodità di spedire email.

L’unico prerequisito è quello di avere un server di posta. Allo scopo sarebbe meglio utilizzarne uno privato, tuttavia in subordine se ne può usare uno pubblico o quello del provider.

La spedizione avvieve tramite mailsend, un file che viene richiamato da una stringa al prompt che contiene un po tutto.

Il sito di Mailsend è http://www.muquit.com/muquit/software/mailsend

Lo script da richiamare è

mailsend -d dominio_di_posta -smtp smtp_server -t utente@dominio_di_posta -f destinatario -sub “scrivi_l_oggetto” -m testo_email.txt

Il file testo_email.txt deve essere creato a parte.

Compatibilità

Lo script è compatibile con Win2000, Win2003,WinXP. Esiste una versione specifica per unix, ma al momento preferisco usare altro.

Risorse on-line

http://www.petri.co.il/send_mail_from_script.htm

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Montaggio di un filesystem Novell su linux

Pubblicato da lucaraciti su 25 Maggio, 2008

La presente per caricare una condivisione remota su fileserver Novell, con pw richiesta

ncpmount -A IPSERVER_NOVELL  -S NOME_SERVER_NOVELL U UTENTE_NOVELL  -V VOLUME -f 0777 -d 0777 -c CLIENT_NAME MOUNT_POINT

aggiungendo -p PASSWORD eviti il prompt per la richiesta pw

Compatibilità

Lo script è compatibile con Linux in genere

Risorse

da console: man ncpmount

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Creare un unico dvd dai cd di Red Hat

Pubblicato da lucaraciti su 25 Maggio, 2008

La Red Hat usa distribuire in più cd le proprie release.

In realtà è possibile creare dai cd un unico dvd installante comodo e senza problemi.

Create una directory /tmp/WORK_DIR/ e posizionatevi, assicuratevi di avere i diritti

chmod 777 /tmp/WORK_DIR

Scaricate le iso dei cd in una directory, montarle in /mnt/REDHAT_45/Disk(i) con (i da 1 a 5)

mount -o ro,loop NOME_ISO.iso /mnt/REDHAT_45/Disk1

nel caso in cui vuoi mettere anche i sorgenti, montale le iso in /mnt/REDHAT_45/Src(i).

Crea /tmp/WORK_DIR/DVD, e copia isolinux e .discinfo dal Disk1 li dentro, dai i diritti in scrittura e rimuovi boot.cat:

mkdir /tmp/WORK_DIR/DVD
chmod 777 /tmp/WORK_DIR/DVD
cp -a /mnt/REDHAT_45/Disk1/isolinux /mnt/REDHAT_45/Disk1/.discinfo .
chmod +w isolinux/isolinux.bin
rm -f isolinux/boot.cat

Edita ./.discinfo aggiungendo alla quarta riga “1,2,3,4″ invece di “1″, così l’installante sa che deve cercare i quattro cd dentro il dvd e non chiedere gli altri cd.

Ecco un esempio di .discinfo nella versione a x86_64:

1177148345.550005
Red Hat Enterprise Linux 4
x86_64
1,2,3,4,5
RedHat/base
RedHat/RPMS
RedHat/pixmaps

A questo punto abbiamo tutto, occorre solo creare la iso del Dvd. Per farlo si utilizza groisofs:

growisofs -dvd-compat -speed=8 -Z /dev/dvd -v \
-V “RHEL4.5_x86-64_DVD” \
-b isolinux/isolinux.bin -c isolinux/boot.cat \
-no-emul-boot -boot-load-size 4 -boot-info-table \
-r -R -T -m TRANS.TBL \
-x /mnt/REDHAT_45/Disk1/.discinfo \
-x /mnt/REDHAT_45/Disk1/isolinux \
-graft-points /mnt/REDHAT_45/Disk1/ .discinfo=.discinfo isolinux/=isolinux \
RedHat=/mnt/REDHAT_45/Disk2/RedHat \
RedHat=/mnt/REDHAT_45/Disk3/RedHat \
RedHat=/mnt/REDHAT_45/Disk4/RedHat \
SRPMS=/mnt/REDHAT_45/Disk1/SRPMS \
SRPMS=/mnt/REDHAT_45/Disk2/SRPMS \
SRPMS=/mnt/REDHAT_45/Disk3/SRPMS \
SRPMS=/mnt/REDHAT_45/Disk4/SRPMS

A questo punto avrai il tuo bel RHEL4.5_x86-64_DVD.iso che potrai masterizzare ed utilizzare.

Compatibilità

Funziona con tutte le release di Red Hat, l’esempio in particolare è di Red Hat Enterprise Server 4 update 5.

Risorse on-line

http://www.linuxcompatible.org/How_to_make_your_own_RedHat_8.0_DVD_s14425.html
http://blog.nominet.org.uk/tech/2005/09/19/building-a-redhat-enterprise-linux-serial-console-boot-dvd/

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